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Coronavirus: Bonus Baby-sitting per chi non fruisce del congedo

 
06 APRILE 2020

Nel porre un argine “sociale” ed economico all’emergenza Coronavirus, il Decreto Cura Italia ha disposto una serie di norme  in materia di riduzione dell’orario di lavoro e di sostegno ai lavoratori, introducendo ad esempio uno specifico congedo parentale “per un periodo continuativo o frazionato – informa l’Inps – comunque non superiore complessivamente a 15 giorni per ifigli di età non superiore a 12 anni per i genitori”. In alternativa a tale congedo, il legislatore ha anche dato la possibilità a coloro che non si trovassero nella condizione di poterne beneficiare, di richiedere un bonus di 600 o 1.000 euro, a seconda dei casi, da spendere appositamente per l’acquisto di servizi di baby sitting. Vediamo quindi più nel dettaglio la questione.

Bonus Baby Sitting: chi lo può richiedere?

Anzitutto, considerando che il decreto è stato pubblicato in Gazzetta solo a metà marzo, ma che la sospensione delle attività didattiche e dei servizi educativi per l’infanzia è scattata dal 5 marzo, la misura economica è stata resa valida in senso retroattivo appunto dalla medesima data del 5. Chi ne può godere? Per prima cosa è previsto che i bambini per cui si andrà a richiedere il bonus non siano più grandi di 12 anni (insomma, che non abbiano ancora compiuto il 13esimo anno di età), limite però che “non si applica ai figli con disabilità in situazione di gravità accertata ai sensi dell’articolo 4, comma 1, della legge 104/1992”.

Seconda cosa: l’importo viene erogato “a c
ondizione - spiega l’Inps nella Circolare n. 44 del 24 marzo - che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa (ad esempio, NASPI, CIGO, indennità di mobilità, ecc.) o altro genitore disoccupato o non lavoratore”. Questo è comprensibile considerando il veto sulla cumulabilità del bonus con altre forme di sostegno al reddito e la ratio stessa del bonus, che va in contro a genitori i quali entrambi, per contingenze lavorative, non potrebbero farsi carico dell’accudimento dei piccoli. Quindi in sostanza i soggetti destinatari del bonus baby sitting sono gli stessi cui è destinato il congedo parentale cui accennavamo all’inizio, e cioè:

  • dipendenti del settore privato;
  • iscritti alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335;
  • autonomi iscritti all’Inps;
  • autonomi iscritti a casse professionali non gestite dall’Inps (quali, ad esempio, le casse professionali), ma previa comunicazione, da parte delle stesse, del numero dei beneficiari.
 
Sono ricompresi nella misura, ma con limitazioni a specifiche categorie, anche i lavoratori del settore pubblico; per l’esattezza i lavoratori appartenenti alle seguenti categorie:
  • medici;
  • infermieri;
  • tecnici di laboratorio biomedico;
  • tecnici di radiologia medica;
  • operatori sociosanitari.
 
E infine i lavoratori appartenenti ai comparti:
  • della sicurezza;
  • della difesa;
  • del soccorso pubblico
che siano stati però destinati specificatamente a mansioni connesse all’emergenza epidemiologica.

Bonus Baby Sitting: a quanto ammonta?

Ora il lato economico. Il bonus di regola è pari a 600 euro, che rappresentano il “limite massimo complessivo”. Appositamente l’Inps specifica che seppure “in presenza di più figli di età inferiore a 12 anni, il bonus può essere richiesto anche per tutti i figli, ma in misura complessivamente non superiore a 600 euro per il nucleo familiare”. Fanno però eccezione “i lavoratori dipendenti del settore sanitario pubblico e privato accreditato, per i quali il bonus riconosciuto sale complessivamente a 1.000 euro per nucleo familiare.

La domanda che sorgerà spontanea a molti è se l’erogazione del bonus sia o meno vincolata a determinati requisiti economici del nucleo, ad esempio a soglie Isee o Irpef. La risposta è no, quindi non sarà necessario dotarsi di nessun Isee, CU o di altri documenti comprovanti la capacità reddituale/patrimoniale del nucleo. Una precisazione importante che fa l’Inps riguarda quei nuclei i cui genitori non siano conviventi. “
Il beneficio - spiega infatti l’istituto - compete in linea generale ai genitori del minore (compresi gli affidatari, ndr). Pertanto, in ipotesi di genitori che non fanno parte dello stesso nucleo familiare, si ritiene che il beneficio debba essere richiesto ed erogato in favore del soggetto che convive con il minore”.

Bonus Baby Sitting: come fare domanda?

L’erogazione del bonus avviene tramite il Libretto Famiglia cui si accede tramite registrazione alla piattaforma Inps. In ogni caso, anche se non si fosse in grado di procedere autonomamente alla registrazione e all’inoltro della domanda sarà comunque possibile rivolgersi agli enti preposti di Patronato. Quindi, le modalità di richiesta possono essere le seguenti:
  • tramite l’applicazione web del portale istituzionale www.inps.it col seguente percorso: “Prestazioni e servizi” > “Tutti i servizi” > “Domande per Prestazioni a sostegno del reddito” > “Bonus servizi di baby sitting”;
  • tramite il Contact Center Inps al numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o numero 06 164.164 (da rete mobile con tariffazione a carico dell'utenza chiamante);
  • tramite l’assistenza fornita dalle sedi del Patronato Acli.
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