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Coniuge a carico: sui mutui detrazione a corrente alternata

 
29 GENNAIO 2020

Accendere un mutuo fra coniugi per acquistare o costruire quella che sarà l’abitazione principale, non comporta gli stessi effetti fiscali. In questo caso il mito romantico dei “due cuori e una capanna” da un lato è zoppicante, per l’esattezza quello del mutuo ai fini della costruzione, perché se nel caso del semplice acquisto è prevista comunque, per il coniuge che abbia a carico l’altro, la possibilità di portarsi in detrazione anche la quota di mutuo dell’altro coniuge, nel caso invece della costruzione questa possibilità non è prevista. Il regolamento, quindi, mostra nella fattispecie una difformità di trattamento per due casistiche sostanzialmente analoghe, ovvero l’accensione di un mutuo per una futura abitazione coniugale.

Il caso è stato affrontato più volte dall’Agenzia delle Entrate, da ultimo in un quesito specifico dove un marito ha chiesto: “Io e mia moglie, fiscalmente a mio carico, siamo comproprietari e cointestatari di un mutuo acceso per costruire l’abitazione principale. Posso portare in detrazione la quota di interessi passivi a lei spettante?”. La risposta dell’AdE è stata ovviamente negativa, appunto perché - diversamente dai casi di acquisto - il mutuo ipotecario ai fini della costruzione della casa non include il trasferimento della detrazione da coniuge a coniuge.

La norma per così dire “spartiacque” è la Legge 388/2000, citata infatti dall’AdE nella Circolare 11 del 2014, che riguardo alle ipotesi di mutuo stipulato per l'acquisto dell'abitazione principale, “anche nel caso in cui l'immobile acquistato sia oggetto di lavori di ristrutturazione edilizia, comprovata da concessione edilizia o atto equivalente”, stabilisce che “in caso di coniuge fiscalmente a carico dell'altro, la detrazione del 19% entro un importo non superiore a euro 4.000 spetta a quest'ultimo per entrambe le quote”.

Fin qui tutto chiaro. Se poi ci spostiamo sul lato dei mutui per la costruzione dell’abitazione, di base la legge (comma 1-ter dell'art. 15 del TUIR) riconosce la detrazione del 19% “per gli interessi passivi e i relativi oneri accessori corrisposti in dipendenza di mutui ipotecari stipulati per la costruzione dell'unità immobiliare da adibire ad abitazione principale, per un importo non superiore a euro 2.582,28”.

Ovviamente anche in tal caso il principio della detraibilità in virtù delle quote intestate a ciascun mutuatario è rimasta invariata; quello che manca, però, è una disposizione normativa analoga alla succitata Legge 388/2000 che riconosca esplicitamente la trasferibilità della quota di mutuo detraibile quando un coniuge è fiscalmente a carico dell’altro.

Di conseguenza l’Agenzia delle Entrate non può far altro che prendere atto che, “in mancanza di una disposizione analoga a quella introdotta dalla legge n. 388 del 2000, in caso di mutuo contratto per la costruzione dell'abitazione principale, la quota di interessi del coniuge fiscalmente a carico non può essere portata in detrazione dall'altro coniuge”.
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