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Cedolare all'acconto entro il 30 novembre

 
22 NOVEMBRE 2012

Occhio al calendario per i contribuenti possessori di immobili dati in affitto, che hanno scelto di sottoporre il canone di locazione al regime della cedolare secca. La data da ricordare è infatti venerdì 30 novembre, giorno in cui scade il termine di versamento per gli acconti dell’imposta fissa sulle locazioni, sostitutiva dell’Irpef e delle imposte di registro e di bollo. La scadenza, per altro, vale anche per i privati di Unico chiamati a versare la seconda o unica rata dell’acconto Irpef 2012 (leggi la news di myCAF).

Chi deve pagare e chi no - L’appuntamento chiama alla cassa i locatori con contratti in corso nel 2011, che già l’anno passato avevano effettuato l’opzione sulla cedolare. Restano invece sollevati dall’obbligo, come chiarito dalla Circolare 20/E dell’Agenzia delle Entrate (diffusa a giugno), i soggetti che nel 2011 hanno assoggettato a tassazione ordinaria (e quindi all’Irpef) il reddito dell’immobile locato, avendo poi scelto, con decorrenza dal 2012, di esercitare la cedolare secca per le residue annualità del contratto. Lo stesso discorso vale anche per quei contratti registrati a partire dal 2012 con opzione sulla cedolare: neanche su questi, dunque, andrà versato l’acconto.

Tassazione alternativa - Il regime di cedolare secca, introdotto dal 2011, dispone una tassazione alternativa a quella ordinaria sui redditi derivanti dai contratti di locazione. Se infatti da un lato ci sono l’Irpef (comprese le addizionali regionale e comunale) più le imposte di registro e di bollo, dall’altro il canone annuo viene “separato” dal reddito complessivo del locatore e sottoposto a un’aliquota fissa che varia a seconda della tipologia di contratto: 21% in caso di locazioni a canone libero, 19% in caso di canone concordato. Con la tassazione ordinaria, invece, il reddito da locazione contribuisce a formare l’ammontare del reddito finale assoggettato ad Irpef.

Flessibilità - Altra caratteristica della cedolare è la sua flessibilità dal punto di vista della possibilità di aderirvi o al limite di abbandonarla: il locatore, infatti, al termine di ciascuna annualità, ha la facoltà di “traslocare” dalla tassazione ordinaria a quella sostitutiva, potendo poi revocare l’opzione ogni anno successivo a quello in cui l’ha esercitata. Oltretutto la convenienza della cedolare rispetto all’Irpef è aumentata da quando, con la necessità di trovare delle coperture finanziarie alla riforma Fornero, la soglia di deduzione sul canone d’affitto è passata dal 15 al 5 per cento, divenendo di fatto nulla.

Le regole dell’acconto - Passando ora alla pratica, l’acconto da versare entro il 30 novembre ammonta al 92% dell’imposta complessiva indicata in RB11, colonna 3, dell’Unico 2012, cioè il 21 o 19 per cento del canone percepito. Per il pagamento vero e proprio valgono esattamente le stesse regole dell’Irpef: l’acconto infatti non è dovuto se l’importo indicato in Unico è inferiore a 52 euro; se invece è pari o superiore a 52 euro bisognerà versarlo in unica soluzione (cioè tutto a novembre) se l’ammontare dell’importo complessivamente dovuto è inferiore a 257,52 euro, oppure in due rate se l’importo è pari o superiore a tale importo. In quest’ultimo caso si sarebbe dovuta versare a giugno una prima rata pari al 38%, mentre per la fine del mese andrà pagato, con F24 e codice tributo “1841”, il restante 54% dell’importo segnato in RB11, colonna 3, di Unico.

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