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Bonus Vacanze: via alle domande, esce l'app ufficiale

 
17 GIUGNO 2020

Ora per il Bonus Vacanze c’è davvero tutto: l’app è disponibile e scaricabile, lo Spid si può richiedere, e l’Isee - per chi già non ne fosse fornito - può essere elaborato tramite l’assistenza di un intermediario come CAF ACLI. Si passa quindi dalla teoria alla pratica: mentre l’Agenzia delle Entrate ha fatto uscire sul suo sito una guida informativa rivolta tanto ai cittadini quanto agli esercenti/albergatori, che di fatto dovranno applicare la prima tranche di sconto – pari all’80% del credito spettante – sul servizio offerto al turista, contemporaneamente il Mibact ha varato il portale web da cui gli aventi diritto potranno scaricare l’app ufficiale che permetterà appunto di godere del bonus.

Facciamo allora un riepilogo generale. Il Bonus Vacanze, introdotto dal Decreto Rilancio 34/2020, è sostanzialmente un credito la cui fruizione è vincolata al calcolo dell’indicatore ISEE, esattamente come accade anche per altre forme di sussidio economico (vedi il Reddito di Emergenza). Potranno infatti goderne i nuclei familiari con ISEE non superiore a 40.000 euro. Salvo le eventuali modifiche che potrebbero essere introdotte dal Parlamento durante l’iter di conversione del decreto, il bonus dà diritto a un credito massimo di 500 euro - variabile però a seconda del nucleo - che potrà essere speso in un’unica soluzione dal 1° luglio al 31 dicembre 2020 solo nell’ambito dei confini nazionali presso servizi offerti da imprese turistiche ricettive quali alberghi, agriturismi, villaggi vacanze, campeggi, ostelli, bed & breakfast, ecc.


Formalmente il credito avrà un unico detentore, cioè il componente del nucleo familiare che ne risulterà richiedente, anche se di fatto sarà il nucleo intero a poterne beneficiarne, in quanto ospite della struttura ricettiva aderente. Oltretutto, come viene specificato nella guida delle Entrate,
“si può scegliere liberamente se utilizzare il bonus per una vacanza in cui siano presenti tutti i familiari oppure solo alcuni, e non è nemmeno necessario che sia presente il soggetto che lo ha richiesto”.

Abbiamo detto che si tratta di un importo variabile. La ragione è dovuta al fatto che sono previsti tre distinti livelli di credito a seconda del nucleo, ovvero:

  • 500 euro per i nuclei composti da 3 o più persone;
  • 300 euro per quelli composti da 2 persone;
  • 150 euro per quelli composti da 1 persona.
 
Ma come sarà possibile attivare il bonus? Posto che il nucleo dev’essere preventivamente in possesso di un’attestazione ISEE valida, un altro passo fondamentale da compiere è la richiesta di almeno uno fra questi elementi:

  • lo SPID, cioè il Sistema pubblico di identità digitale che permette di accedere a tutti i servizi online della Pubblica Amministrazione;
  • la CIE, la nuova Carta di identità elettronica a cui viene associato un PIN di 8 cifre che permette anch’esso di accedere ai servizi digitali della Pubblica Amministrazione.

Infine, l’ultimo passo sarà l’installazione (ovviamente gratuita) sul tablet o sullo smartphone dell’app ufficiale denominata IO (disponibile dal 17 giugno). In pratica l’app fornirà un codice univoco che andrà comunicato alla struttura al momento del pagamento, quindi l’albergatore, tramite quel codice, verificherà in tempo reale lo stato di validità dell’agevolazione e l’importo massimo dello sconto spettante.

Sulla fruizione economica del bonus va comunque specificato un aspetto. Tecnicamente, infatti, non si tratterà di una somma cash precaricata su una carta o bonificata sul conto del richiedente, ma appunto di un “credito” che il legislatore ha “spacchettato” in due diverse fasi applicative: da una parte lo sconto vero e proprio di cui la famiglia godrà sul listino prezzi del servizio turistico acquisito e dall’altra la successiva applicazione in chiave fiscale nella dichiarazione dei redditi del 2021. Cioè in pratica, ipotizzando un nucleo di 4 persone cui spetta un bonus da 500 euro, la prima quota del beneficio sarà applicata all’80% sotto forma di sconto vero e proprio da parte della struttura presso la quale si è pernottato, mentre il restante 20% andrà in detrazione sull’imposta lorda nella dichiarazione dell’anno prossimo.

Quindi ad esempio: se il conto presentato dalla struttura fosse di 1.000 euro, la famiglia - beneficiaria di un Bonus Vacanze di 500 euro - avrebbe diritto a uno sconto pari a 400 euro (80% del bonus) mentre gli altri 100 euro andrebbero come credito fiscale nella dichiarazione 2021 del membro richiedente il bonus. Laddove invece il corrispettivo dovuto alla struttura fosse inferiore al bonus spettante, lo sconto e la detrazione (80% e 20%) sarebbero a quel punto commisurati al corrispettivo stesso, quindi la quota residua del bonus non sarebbe più utilizzabile.

 Luca Napolitano
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