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Bonus rubinetti e sanitari ancora in attesa del via

 
06 SETTEMBRE 2021

Sui bonus legati all’acqua non è ancora possibile farsi un quadro completo: da un lato il cosiddetto bonus “Acqua potabile” ha già un suo regolamento e tempistiche definite, ma al tempo stesso c’è anche un altro bonus, quello sul risparmio idrico, che sebbene introdotto dalla legge di bilancio 2021, “latita” ancora in attesa dei provvedimenti attuativi necessari a sbloccarne l’operatività.

Facciamo allora il punto sulla base dello stato attuale delle cose, anche a beneficio di coloro che durante l’estate ci hanno domandato aggiornamenti in merito. Il bonus Acqua potabile, lo abbiamo detto, è quello fra i due che ha già raggiunto l’operatività, anche se gli effetti pratici cominceranno a sentirsi dal prossimo anno. La legge di bilancio 2021 lo ha introdotto come incentivo fiscale alla razionalizzazione dell’uso dell’acqua e alla riduzione del consumo di bottiglie di plastica.

In che modo? Si tratta in pratica di un credito d'imposta del 50% sulle spese sostenute tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2022 per l'acquisto e l'installazione “di sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e/o addizione di anidride carbonica alimentare finalizzati al miglioramento qualitativo delle acque per il consumo umano erogate da acquedotti.

Possono godere del beneficio tutte le tipologie di contribuenti:

  • le persone fisiche;
  • i soggetti esercenti attività d’impresa, arti e professioni;
    gli enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti”.

 

Da precisare che il credito – pari appunto al 50% della spesa sostenuta – è valido entro un massimo di:

  • 1.000 euro di spesa per ciascun immobile abitativo;
  • 5.000 euro per ogni immobile adibito all’attività commerciale o istituzionale, per gli esercenti attività d’impresa, arti e professioni e gli enti non commerciali.

Quanto alla modalità di richiesta, l’ammontare delle spese agevolabili va comunicato trasmettendo il modello specifico all’Agenzia delle Entrate tra il 1° febbraio e il 28 febbraio dell’anno successivo a quello di sostenimento del costo dopodiché il bonus potrà essere utilizzato in compensazione tramite F24, oppure, per i non esercenti attività commerciali, anche nella dichiarazione dei redditi riferita all’anno della spesa e in quelle degli anni successivi fino al completo utilizzo del bonus (specifica l’Agenzia che “l’importo delle spese sostenute deve essere documentato da una fattura elettronica o un documento commerciale in cui sia riportato il codice fiscale del soggetto che richiede il credito. Per i privati e in generale i soggetti diversi da quelli esercenti attività d’impresa in regime di contabilità ordinaria, il pagamento va effettuato con versamento bancario o postale o con altri sistemi di pagamento diversi dai contanti”).

Sul fronte invece dell’altro bonus legato al risparmio idrico, valido fino al 31 dicembre 2021, le informazioni che abbiamo sono purtroppo ancora limitate. Il bonus infatti non è ancora richiedibile perché sprovvisto dei provvedimenti attuativi che ne avvierebbero a tutti gli effetti la procedura, quindi per il momento possiamo solo delinearne gli aspetti regolamentari.

Si tratta di un beneficio pari a 1.000 euro che ha lo scopo di “favorire il risparmio di risorse idriche” e destinato alle persone fisiche, residenti in Italia, che sostituiscano su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o singole unità immobiliari:
  • i sanitari in ceramica con nuovi apparecchi a scarico ridotto;
  • la rubinetteria, i soffioni e le colonne doccia con nuovi apparecchi a flusso d’acqua limitato.


In particolare, l’agevolazione è riconosciuta per le spese sostenute per:

  • la fornitura e la posa in opera di vasi sanitari in ceramica con volume massimo di scarico uguale o inferiore a 6 litri e relativi sistemi di scarico, compresi le opere idrauliche e murarie collegate e lo smontaggio e la dismissione dei sistemi preesistenti;
  • la fornitura e l'installazione di rubinetti e miscelatori per bagno e cucina, compresi i dispositivi per il controllo di flusso di acqua con portata uguale o inferiore a 6 litri al minuto, e di soffioni doccia e colonne doccia con valori di portata di acqua uguale o inferiore a 9 litri al minuto, compresi le eventuali opere idrauliche e murarie collegate e lo smontaggio e la dismissione dei sistemi preesistenti.

Detto questo, non resta che attendere l’operatività del bonus, che verosimilmente dovrebbe ricalcare il meccanismo del bonus Acqua potabile (primo step con la comunicazione delle spese all’Agenzia e conseguente compensazione con F24 o tramite 730). Essendo però un bonus valido per le spese effettuate sino al 31 dicembre 2021, è chiaro che nel momento in cui andrà a regime la sua operatività non potrà che essere retroattiva sugli esborsi già effettuati a partire da gennaio 2021 e comunque valida per la parte d’anno residua fino al 31 dicembre, salvo eventuali proroghe al 2022 nella prossima legge di bilancio.
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