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Bonus Renzi e cuneo fiscale: cosa cambierà dal 1° luglio

 
09 MARZO 2020

Quella che è stata approvata a ridosso del Natale 2019, potremo ricordarla in futuro come la Manovra del cuneo fiscale e del superamento (o meglio potenziamento) del Bonus Renzi. Le disposizioni messe in campo, oltre a confermare/modificare o introdurre una serie di benefici in termini di detrazioni fiscali o di regimi agevolativi rispetto alla tassazione ordinaria, hanno anche iniziato a tracciare le fondamenta, con misure “sintomatiche” quali appunto la riduzione del cuneo o la selettività delle detrazioni Irpef in base al reddito, per quello che dovrebbe essere, nell’immediato futuro, il vero passaggio di Rubicone della fiscalità italiana: la riforma dell’Irpef stessa, che in teoria – emergenza contagio permettendo – sarà messa in cantiere dal Governo con una legge delega a partire da aprile.

Quando si parla di cuneo fiscale ci si riferisce al totale delle imposte che gravano sul costo del lavoro, sia sulle imprese che sui lavoratori. È dunque il cuneo fiscale che identifica il passaggio dal lordo al netto dello stipendio, con sforbiciate che non di rado arrivano a dimezzare l’importo indicato in busta paga al netto di imposte e contribuiti. In Italia, secondo gli ultimi dati, il cuneo fiscale e contributivo è pari al 46%, il che sta a dire in parole semplici che a fronte di un lordo di 1.900 euro il lavoratore percepirà uno stipendio pari a 1.000 euro. Del totale delle imposte e dei contributi sociali che gravano sul costo del lavoro, il 25,4% è a carico dei datori di lavoro, il 20,6% a carico del lavoratore.

Ora, la misura di taglio sul cuneo veniva “affidata” dalla Legge di Bilancio, approvata il 27 dicembre, alla futura approvazione di successivi provvedimenti normativi, cosa che in effetti è avvenuta sulla Gazzetta Ufficiale n. 29 del 5 febbraio 2020, dov’è stato pubblicato il Decreto Legge 3/2020 recante "Misure urgenti per la riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente". L’operazione della riduzione del cuneo fiscale è stata qui congegnata attraverso due sistemi: l’integrazione al bonus Irpef (Bonus Renzi, ndr), che in ogni caso non concorre alla formazione del reddito imponibile, e una nuova detrazione fiscale.

Dal canto suo la Legge di Bilancio per il 2020 (L. n. 160 del 27 dicembre 2019) ha destinato, per l’anno corrente, la somma complessiva di 3 miliardi di euro per la riduzione del cuneo fiscale sugli stipendi dei lavoratori dipendenti, e il decreto legge che l’ha tradotta in pratica - il n. 3/2020 appunto - è intervenuto per rideterminare l’importo ed estendere da 11,7 a 16 milioni la platea dei beneficiari dell’attuale Bonus Irpef. La riduzione delle imposte riguarderà quindi gli 11,7 milioni di lavoratori dipendenti già beneficiari degli 80 euro renziani, che diventeranno 100 al mese, più ulteriori 4,2 milioni di lavoratori che si trovano nella fascia di reddito tra 26.600 e 40 mila euro, fino ad ora estromessi.

Cosa accadrà allora sulle buste paga? L’operatività del decreto 3/2020 decorrerà dal 1° luglio 2020. Il taglio al cuneo fiscale interesserà le buste paga dei lavoratori con redditi fino a 40.000 euro, ma con importi e modalità di erogazione differenziati. Per i lavoratori dipendenti con redditi fino a 28.000 euro, il bonus del cuneo fiscale sarà riconosciuto direttamente in busta paga, mentre per i redditi superiori, e fino al limite di 40.000 euro, sarà invece riconosciuta una nuova detrazione fiscale. In parole povere, i primi se li ritroveranno a fine mese accreditati sullo stipendio, mentre i secondi ne godranno indirettamente tramite una detrazione maggiorata.

Come abbiamo detto il nuovo bonus derivante dal taglio al cuneo sarà pari a 100 euro al mese per i lavoratori con redditi compresi tra 8.174 euro e 28.000 euro (cioè i lavoratori che già percepiscono il bonus Renzi più un’ulteriore fetta di contribuenti). Per questi, l’importo totale riconosciuto sarà di 600 euro. Ricordiamo tuttavia che per i lavoratori fino a 24.600 euro, che già godevano degli 80 euro pieni del bonus, l’aumento effettivo in busta paga sarà di 20 euro, sommando cioè all’attuale taglio sul cuneo anche il preesistente bonus Renzi di 80 euro (80 + 20). L’aumento sarà invece maggiore fino a 26.600 euro, ovvero per quei contribuenti che ad oggi percepivano sì il bonus Renzi, ma rimodulato all’ingiù in base all’aumentare del reddito.

Coloro dunque che risentiranno maggiormente dell’aumento di 600 euro tra luglio e dicembre sono quelli con redditi compresi tra 26.600 euro e 28.000 euro, cioè gli esclusi dal bonus Renzi di 80 euro per il primo semestre del 2020, che da 0 passeranno a ricevere 100. Andando oltre, l’importo del bonus per i redditi compresi tra 28.001 e 35.000 euro sarà pari a 480 euro, ovvero i cari vecchi 80 mensili da luglio a dicembre, mentre per chi percepisce redditi superiori, e fino a 40.000 euro è stato introdotto un meccanismo a scalare, con importi ridotti all’aumentare del reddito.

Quindi, per sintetizzare:

  • il bonus, introdotto dal Governo Renzi, di 80 euro, si innalzerà a 100 euro mensili per chi ha un reddito annuo fino a 26.600 euro lordi;
  • coloro che percepiscono un reddito da 26.600 euro a 28.000 euro, beneficeranno per la prima volta di un incremento di 100 euro al mese in busta paga (per complessivi 600 euro da luglio a dicembre);
  • per i redditi a partire da 28.000 euro, si introduce invece una detrazione fiscale equivalente che decresce fino ad arrivare al valore di 80 euro in corrispondenza di un reddito di 35.000 euro lordi (per un totale di 480 euro);
  • tra 35.000 e 40.000 euro lordi, l’importo del beneficio decresce fino ad annullarsi al limite dei 40.000.
 
Una tabella riassuntiva può aiutare a capire meglio…

Importo bonus cuneo 2020

Limite di reddito

Modalità di erogazione

100 euro al mese

Fino a 28.000 euro

Credito Irpef in busta paga

80 euro al mese

Da 28.001 fino a 35.000 euro

Detrazione fiscale maggiorata

da 80 euro fino a 0

Da 35.001 fino a 40.000 euro

Detrazione fiscale maggiorata

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