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Bonus Idrico: rimborso fino a 1.000 euro sul conto

 
08 OTTOBRE 2021

Si aprono i rubinetti del Bonus idrico, anche se purtroppo è un’apertura ancora teorica. Seppur con un ritardo monstre rispetto alla normale agenda normativa (avrebbe dovuto entrare a regime a decorrere da marzo 2021!), alla fine il decreto attuativo è arrivato, e porta la firma del Mite (Ministero della Transizione ecologica). Al decreto, però, dovrà comunque seguire l’input decisivo, ovvero l’attivazione della piattaforma digitale sulla quale verranno processate tutte le istanze trasmesse dai richiedenti. Quindi al momento il bonus è sì attivo, ma solo dal punto di vista giuridico, nel senso che il Mite, col suo decreto, ne ha tracciato le linee guida regolamentari, che necessitano però dei mezzi tecnici (la piattaforma appunto) per poter essere tradotti in realtà.

Ma andiamo un passo alla volta. La validità dell’agevolazione, a meno di proroghe nella prossima legge di bilancio, ha un raggio limitato alle sole spese del 2021, quindi fino al 31 dicembre. Ciò in sostanza rende il beneficio poco fruibile rispetto al potenziale che avrebbe avuto se la sua operatività fosse stata attivata per tempo. In pratica si tratta un rimborso che verrà accreditato (previa domanda trasmessa con la piattaforma) sull’Iban del richiedente. Sarà un rimborso fino a un massimo di 1.000 euro per ciascun beneficiario (persona fisica) che ha sostenuto dal 1° gennaio al 31 dicembre 2021 delle spese per interventi volti a “favorire il risparmio di risorse idriche”; più esattamente interventi di sostituzione su interi edifici o singole unità immobiliari:

  • di sanitari in ceramica con nuovi apparecchi a scarico ridotto;
  • di rubinetteria, soffioni o colonne doccia con nuovi apparecchi a flusso d’acqua limitato.

In particolare, l’agevolazione è riconosciuta sulle spese sostenute per:


  • la fornitura e la posa in opera di vasi sanitari in ceramica con volume massimo di scarico uguale o inferiore a 6 litri e relativi sistemi di scarico, compresi le opere idrauliche e murarie collegate e lo smontaggio e la dismissione dei sistemi preesistenti;
  • la fornitura e l'installazione di rubinetti e miscelatori per bagno e cucina, compresi i dispositivi per il controllo di flusso di acqua con portata uguale o inferiore a 6 litri al minuto, e di soffioni doccia e colonne doccia con valori di portata di acqua uguale o inferiore a 9 litri al minuto, compresi le eventuali opere idrauliche e murarie collegate e lo smontaggio e la dismissione dei sistemi preesistenti.

Detto questo, arriviamo alla questione che più interessa: come si chiede il bonus? E qui entra in gioco la piattaforma di cui parlavamo, la quale, si legge nelle Faq pubblicate sul sito del Mite, “sarà resa disponibile entro 60 giorni dalla data di registrazione presso i competenti organi di controllo del Decreto ministeriale”. Tradotto: per vederne la luce, e poter quindi iniziare a trasmettere le istanze di rimborso, potrebbero volerci altri 2 mesi. Ovviamente, trattandosi di un’operazione eseguita tramite un canale della PA, “gli interessati, qualora non ne siano già in possesso, devono prima richiedere l’attribuzione dell’identità digitale. L’identità dei beneficiari, in relazione ai dati del nome, del cognome e del codice fiscale, è accertata attraverso SPID o tramite Carta d’Identità Elettronica”.


Dopodiché non resterà che loggarsi alla piattaforma e seguire la procedura indicata. In pratica si dovrà effettuare l’inserimento/caricamento di tutta una serie di dati personali e tecnici riguardanti il richiedente e la natura dell’intervento per cui si domanda il rimborso, a cominciare dai “classici” nome, cognome e codice fiscale, fino alle specifiche tecniche di ogni elemento sostituito, passando dagli importi di spesa, gli identificativi catastali dell’immobile e il titolo giuridico per cui si richiede il bonus (proprietario, cointestatario, locatario, usufruttuario ecc). Ma ripetiamo, fin quando non sarà resa disponibile la piattaforma, nessuna domanda di rimborso potrà partire.

Luca Napolitano
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