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Bonus Facciate, ultimo valzer: valido fino al 31 dicembre

 
28 NOVEMBRE 2022

Il Bonus Facciate è ormai sul viale del tramonto: l’etichetta di scadenza della detrazione riconosciuta per i lavori di restauro/ripristino delle facciate esterne degli edifici riporta infatti la data del 31/12/2022, ciò significa che c’è ancora un mese di tempo per approfittare del bonus prima che sparisca del tutto, salvo proroghe dell’ultim’ora inserite nella manovra 2023.

Escludendo però la possibilità che la detrazione venga effettivamente prorogata di un altro anno, coloro che volessero approfittarne avranno appunto fino al 31 dicembre 2022 per iniziare i lavori e soprattutto pagarli, in maniera tale che le spese effettuate entro quella scadenza rientrino nel raggio temporale dell’agevolazione: così facendo gli importi spesi avranno porte aperte ai fini del prossimo 730/2023.

L’altra cosa importante da sottolineare è l’aliquota: ossia una detrazione non più del 90%, com’è avvenuto nei primi due anni del bonus (2020 e 21) ma “retrocessa” al 60% per le spese effettuate nel 2022. A parte questo, tre sono gli aspetti cruciali da mettere in evidenza. Vediamo quali.

Il primo: l’assenza di un tetto massimo di spesa detraibile. A differenza infatti degli altri bonus che prevedono un massimale di spesa oltre il quale la percentuale di detraibilità non ha più effetto – come ad esempio accade col Bonus Mobili –, nel caso del Bonus Facciate la detrazione del 60% viene applicata su tutta la spesa sostenuta, a prescindere dal suo ammontare.

Secondo aspetto da rimarcare. Una detrazione per quali lavori? Quelli “finalizzati al recupero o restauro della facciata degli edifici”. Va notato che il legislatore parla di “edifici” in generale, non specificatamente di aree o facciate condominiali, quindi significa che il bonus potrà essere richiesto tanto per i lavori effettuati privatamente (si pensi ad esempio alle villette o alle palazzine private) quanto per quelli collettivi svolti appunto in un’area di condominio, purchè gli edifici rientrino nelle zone urbane A e B.

E qui veniamo al terzo aspetto, anch’esso importante: sono infatti considerati detraibili anche gli interventi “di sola pulitura o tinteggiatura esterna”. È questa una specifica sostanziale che il legislatore inserisce non a caso, considerando che tradizionalmente, col bonus ristrutturazioni, la manutenzione ordinaria sulle facciate non è mai stata detraibile per i lavori sulle singole abitazioni private.

Un ultimo chiarimento va dato circa la distinzione fra le zone A e B: la A è quella che include le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti, che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi; la B include invece tutte le parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, diverse dalla A.

Luca Napolitano

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