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Bonus facciate 2020 di manica larga sul 90% della spesa

 
11 NOVEMBRE 2019

Se, com’è probabile che accada, la manovra dovesse essere approvata a ridosso del giorno di Natale, con il bonus facciate arriverà sotto l’albero un bel regalo da scartare poi con tutta calma in dichiarazione dei redditi. Dalla norma, infatti, che introduce questa nuova detrazione nel DDL della legge di Bilancio appare evidente come il legislatore sia stato di manica larga, tendendo, come si dice in questi casi, a “strafare”. Vediamo allora di che si tratta, fermo restando che si sta parlando di norme che potrebbero subire modifiche dall’oggi al domani, se non addirittura scomparire, fin quando l’ok del Parlamento non metterà la parola fine all’iter di conversione.

Ad oggi sappiamo quindi che “per le spese documentate, sostenute nell’anno 2020, relative agli interventi edilizi, ivi inclusi quelli di manutenzione ordinaria, finalizzati al recupero o restauro della facciata degli edifici la detrazione dall'imposta lorda (cioè quella classica applicata di norma al 50%, ndr) è incrementata al 90 per cento”. Non solo, ma il legislatore aggiunge che “non si applicano i limiti massimi di spesa” riferiti alla stessa detrazione al 50% sui lavori edili di ristrutturazione o manutenzione.

Cosa accade nella sostanza? All’interno del macro-bonus sulle ristrutturazioni, le cui regole resterebbero immutate, si verrebbe a creare – ma solo per l’anno 2020, con effetti pratici nelle dichiarazioni che saranno fatte nel 2021 – una sorta di “isola felice” relativa ai soli interventi di recupero/restauro delle facciate esteriori. In pratica un bonus dentro l’altro. Per sintetizzarlo facciamone allora emergere i tre aspetti sostanziali riscontrabili dalla lettura del comma.

Primo, il più evidente: detrazione, per le spese effettuate nel 2020, non più al 50 ma al 90 per cento. Per quali lavori? Quelli “finalizzati al recupero o restauro della facciata degli edifici”. Si noti che il legislatore parla di “edifici” in generale, non specificatamente di aree o facciate condominiali, quindi significa che il bonus potrà essere richiesto tanto per i lavori effettuati privatamente (ad esempio per la facciata di una villetta) quanto per quelli collettivi svolti appunto in un condominio.

E qui veniamo al secondo aspetto, anch’esso importante: tutti gli interventi saranno considerati detraibili, “ivi inclusi quelli di manutenzione ordinaria”. È questa una specifica sostanziale che il legislatore inserisce non a caso, considerando che storicamente, da che esiste il bonus ristrutturazioni, la manutenzione ordinaria non è mai stata detraibile per i lavori sulle singole abitazioni private, mentre lo è stata (e continua a esserlo) per i lavori condominiali.

L’apertura, quindi, pur parlando al generale, è indirizzata più che altro alle future manutenzioni ordinarie effettuate sulle facciate private. Detto in parole povere, anche una semplice rimbiancata della palazzina o della casa al mare, sarà sufficiente a ottenere il bonus in dichiarazione. E infine terzo aspetto: non varranno i canonici limiti di spesa che normalmente si applicano ai lavori di ristrutturazione, cosa che dà un’ulteriore conferma della prodigalità di una detrazione che - lo ricordiamo - dovrebbe valere per il solo anno d’imposta 2020.

Tradotto: si potrà detrarre dall’imposta l’intero 90% di qualunque spesa effettuata, senza il pericolo di effettuare spese oltre un certo limite, varcato il quale la detrazione non sarà più applicata. Per esempio: se per le ristrutturazioni negli appartamenti vige il noto limite di spesa pari 96.000 euro, nel senso che fino a 96.000 euro detraggo il 50%, ma se spendo di più detraggo comunque il 50% di 96.000 euro, viceversa il bonus facciate prevede che non vi sia nessun tetto di spesa ai fini della detraibilità.

Risultato: detrazione del 90% dell’intera spesa, a prescindere dall’ammontare della stessa. A onor del vero è anche difficile immaginare che una normale manutenzione di una facciata medio-piccola possa oltrepassare i 96.000 euro, tuttavia la sostanza del messaggio lanciato dal legislatore è fin troppo chiara, ovvero un incentivo a migliorare l’aspetto delle proprie abitazioni e di conseguenza dei centri urbani. In una sola parola: approfittatene!

Luca Napolitano
3,3