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Bonus colf badanti al lavoratore che non vive in famiglia

 
10 GIUGNO 2020

Erano rimasti esclusi dal “treno” di aiuti del Decreto Cura Italia, ma il successivo Decreto Rilancio ha riservato un vagone anche a loro. Quest'ultimo infatti, oltre a confermare la lista delle già note indennità Covid da 600 euro in sostegno dei lavoratori danneggiati dall’emergenza epidemiologica (rafforzandole in parte fino a 1.000 euro), ha anche introdotto una specifica indennità per i lavoratori domestici, delimitandone al tempo stesso alcuni precisi paletti di applicazione che in sostanza seguono lo stesso principio di non cumulabilità con altri eventuali aiuti già adottato per il Reddito di Emergenza.

Stabilisce quindi l’articolo 85 del Decreto Rilancio 34/2020 che “ai lavoratori domestici che abbiano in essere, alla data del 23 febbraio 2020, uno o più contratti di lavoro per una durata complessiva superiore a 10 ore settimanali”, sia riconosciuta “per i mesi di aprile e maggio 2020, un’indennità mensile pari a 500 euro, per ciascun mese”, ma “a condizione che i lavoratori domestici non siano conviventi con il datore di lavoro”, requisito che a dire il vero taglia fuori dal beneficio una parte considerevole di soggetti cui potenzialmente sarebbe potuto spettare.

Per chiedere il bonus si dovrà passare direttamente dall'Inps o fare domanda tramite gli enti di Patronato. Come requisiti in entrata non sono previste né soglie Isee né tantomeno soglie reddituali legate all’anno di imposta precedente, ma appunto, come accennavamo, di qui in poi il legislatore elenca tutta una serie di fattori di incumulabilità per cui tale bonus – non imponibile fiscalmente – non potrà essere riconosciuto. Quindi, nell’eventualità che fosse già stata riconosciuta una delle seguenti indennità, il bonus per i lavoratori domestici non avrà margine di applicazione:

  • Indennità Covid ai professionisti e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa;
  • Indennità Covid ai lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali del''Ago;
  • Indennità Covid ai lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali;
  • Indennità Covid ai lavoratori del settore agricolo;
  • Indennità Covid ai lavoratori dello spettacolo.
 
Ma il discorso non si limita a questo primo steccato. In effetti anche i titolari di pensione (fatta eccezione per l'assegno di invalidità) e i titolari di altro rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato diverso dal lavoro domestico, non saranno ammessi al riconoscimento dell’indennità.

Il legislatore inoltre lega a doppio filo questo bonus alla norma sulla regolarizzazione dei lavoratori stranieri o italiani in alcuni settori, tra i quali appunto il lavoro domestico.
Come abbiamo precisato, l’indennità ai collaboratori domestici può aver luogo solo dove sussista un rapporto di lavoro già regolarizzato alla data del 23 febbraio scorso, cioè in presenza di contratto, mentre quei lavoratori, purtroppo finora sommersi, che tuttavia beneficeranno della regolarizzazione messa in atto dall’articolo 103 del Decreto Rilancio, e a seguito della quale inizieranno a percepire un salario convenuto secondo gli accordi del contratto collettivo di riferimento, non potranno poi accedere all’indennità extra.

Vi sono poi altri due divieti “illustri” di incumulabilità: ovvero con Reddito di Cittadinanza e Reddito di Emergenza (già incumulabili fra loro) qualora l’ammontare del beneficio in godimento – cioè dell’eventuale RdC o del REM – “risulti pari o superiore all’ammontare dell’indennità medesima”.

Vi è infine la casistica abbastanza diffusa di quei lavoratori domestici appartenenti ai nuclei familiari per cui prestano servizio. In questo caso infatti, qualora i nuclei fossero già percettori di Reddito di Cittadinanza, e se il suo ammontare risultasse inferiore all’indennità stabilità per i lavoratori domestici (500 euro al mese per aprile e maggio 2020), al posto del versamento dell’indennità vera e propria, avverrebbe un’integrazione del RdC fino a raggiungere la soglia mensile della stessa indennità, pari appunto a 500 euro.

Luca Napolitano
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