Menu Chiudi

Bonus Cervelli: opzione conferma entro 27 settembre

 
19 SETTEMBRE 2022

Entro il 27 settembre i ricercatori e docenti iscritti all’AIRE o i cittadini UE:

  • tornati in Italia prima del 2020,
  • che al 31 dicembre 2019 risultavano beneficiari del bonus fiscale sul rientro dei “cervelli” nel nostro Paese,
  • e che entro il 31 dicembre 2021 hanno concluso il primo periodo di fruizione dell’agevolazione,

devono versare la quota una tantum pari al 5 o 10% dei redditi prodotti nel 2021, necessaria a prorogare il regime agevolato dei cosiddetti “cervelli impatriati”.


Il trattamento Irpef di favore introdotto dal Dl 78/2010 e successivamente modificato dalla Legge di Bilancio 2022, prevede infatti che anche i docenti e i ricercatori già beneficiari del regime, possano a determinate condizioni – e su espressa richiesta – usufruire dello sconto fiscale per un ulteriore periodo pluriennale rispetto alle quattro annualità iniziali scattate dal momento del trasferimento della residenza in Italia.

“Su richiesta” vuol dire in pratica che il lavoratore deve richiedere – sempre entro lo stesso termine del 27 settembre – l’estensione del beneficio alla società presso cui è occupato, la quale società dovrà quindi operare la relativa ritenuta d’imposta in conformità dello sconto fiscale spettante. Nel caso invece dei lavoratori autonomi, la proroga del regime andrà comunicata nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno d’imposta in cui viene effettuato il versamento una tantum, quindi in prativa nella prossima dichiarazione 2023 relativa al 2022.

Oltre però ai tre requisiti elencati in apertura, per godere del prolungamento del regime vi sono altre condizioni che il richiedente deve rispettare al momento dell’esercizio dell’opzione, ovvero:

  • l’acquisto di una abitazione in Italia dopo il rientro nello Stato o nei dodici mesi precedenti, o entro diciotto mesi dalla data di esercizio dell’opzione,
  • e/o avere da uno a tre figli minorenni a carico, anche in affido preadottivo

Una volta riconosciuto, lo sconto d’imposta taglia il reddito imponibile Irpef del 90%. In conclusione, per prolungare il regime docenti e ricercatori, dipendenti o autonomi, devono versare:


  • il 10% dei redditi agevolabili di lavoro dipendente e autonomo prodotti in Italia, relativi al periodo d’imposta precedente a quello di esercizio dell’opzione, se il contribuente al momento dell’esercizio dell’opzione ha almeno un figlio minorenne, anche in affido preadottivo, o è diventato proprietario di almeno un immobile residenziale in Italia, successivamente al trasferimento o nei dodici mesi precedenti al trasferimento, oppure entro diciotto mesi dalla data di esercizio dell’opzione. L’abitazione può essere acquistata anche dal coniuge, dal convivente o dai figli, anche in comproprietà;
  • oppure il 5% degli stessi redditi prodotti in Italia nel periodo d’imposta precedente, se i figli minorenni sono almeno tre, anche in affido preadottivo, e inoltre il contribuente è diventato proprietario di un’abitazione secondo gli stessi termini fissati nel punto precedente. L’unità immobiliare può essere acquistata direttamente dal lavoratore oppure dal coniuge, dal convivente o dai figli, anche in comproprietà (in pratica, per usufruire dell’una tantum dimezzata occorre avere tre figli e anche una casa in Italia).
 
Il versamento va effettuato tramite il modello F24 Elide indicando i codici tributo:

  • 1880 per la quota 10%;
  • 1881 per la quota 5%.
0
faq Serve aiuto? Consulta l’archivio delle FAQ o fai una domanda ai nostri esperti. Trova le risposte