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Bonus Bebè 2019: chiamata al 31 dicembre per l'Isee

 
20 NOVEMBRE 2019

Per le famiglie con bimbi neonati o adottati prima del 2019, che a suo tempo hanno fatto richiesta (ottenendolo) per il Bonus Bebè (servizio sul quale le sedi CAF ACLI prestano assistenza), ma che nel 2019 non hanno poi rinnovato la Dsu Isee, il 31 dicembre è una data da cerchiare in rosso sul calendario, perché sarà l’ultimo giorno utile per trasmettere all’Inps le Dsu valide appunto per il 2019, assicurandosi in questo modo il recupero delle mensilità arretrate dell’assegno relative all’anno in corso.

Ad avvisare della scadenza è il sito stesso dell’Inps con una nota del 14 novembre nella quale l’istituto pensionistico fa presente che “per poter richiedere l’assegno deve essere presentata, preliminarmente, la Dichiarazione Sostitutiva Unica (Dsu) che ricomprenda nel nucleo familiare (quadro A) anche i dati del figlio nato, adottato o in affidamento preadottivo per il quale si richiede il beneficio. Le Dsu hanno validità dalla data di presentazione fino al successivo 31 dicembre. Pertanto, sebbene la domanda di assegno si presenti di regola una sola volta, solitamente nell’anno di nascita o di adozione del figlio, è necessario che il beneficiario dell’assegno rinnovi la Dsu, ai fini della verifica dell’Isee, per ciascun anno di spettanza del beneficio”. Ebbene: “per gli utenti che non abbiano ancora presentato la Dsu per l’anno in corso, è necessario provvedere a tale adempimento entro il 31 dicembre 2019, come indicato nel messaggio 13 novembre 2019 n. 4144”.

Tale messaggio sollecita appunto coloro i quali, pur avendo avuto diritto al beneficio precedentemente al 2019, non hanno ancora rinnovato quest’anno l’indicatore economico familiare. Si legge nel messaggio che “da una verifica nella procedura di gestione delle domande di assegno è risultato che molti utenti, avendo presentato a suo tempo domanda di assegno per eventi avvenuti nel 2018 non hanno ancora provveduto alla presentazione della Dsu utile al rilascio dell’Isee per l’anno 2019. Ciò ha comportato, per questi ultimi, la sospensione dell’erogazione dell’assegno per l’anno in corso che, stante la durata annuale della prestazione, potrebbe essere ancora corrisposto. Analogamente, è risultato che molti utenti, che hanno presentato domanda di assegno per eventi avvenuti negli anni 2016 e 2017, non hanno ancora provveduto alla presentazione della Dsu utile al rilascio dell’Isee per l’anno 2019. Anche per questi ultimi ciò ha comportato la sospensione dell’erogazione dell’assegno per l’anno in corso che, stante la durata triennale della prestazione, potrebbe essere ancora corrisposto”.

A questi rilievi l’Inps aggiunge anche un esempio pratico per rendere l’idea di una situazione-tipo in cui potrebbe essere necessario il rinnovo della Dsu entro il prossimo 31 dicembre, ovvero: nascita del figlio avvenuta a maggio 2018. Si ipotizza che l’utente abbia presentato la Dsu a giugno 2018 e la domanda di assegno di natalità a luglio 2018. L’utente, in presenza di tutti i requisiti di legge, percepisce l’assegno fino a dicembre 2018. Nel 2019, il medesimo utente non ha ancora presentato la Dsu per il 2019 e quindi l’Istituto ha sospeso l’erogazione delle mensilità di assegno relative al medesimo anno. Sulla base di quanto sopra specificato si possono verificare i seguenti due casi:

  1. l’utente presenta la Dsu entro il 31 dicembre 2019: la domanda sospesa viene riattivata e quindi riprende l’erogazione dell’assegno dal mese successivo alla presentazione della Dsu, con pagamento anche delle mensilità arretrate del 2019. La DSU presentata entro dicembre 2019 ha validità fino al 31 dicembre 2019 e consente l’erogazione dell’assegno per le sole mensilità dell’anno 2019;
  2. l’utente non presenta la Dsu entro il 31 dicembre 2019: la domanda di assegno presentata nel 2018 decade e le mensilità dell’anno 2019 non possono più essere corrisposte.
Tutto ciò implica inoltre che alcuni aventi diritto, dovranno comunque rinnovare le Dsu Isee a decorrere dal 1° gennaio 2020 per continuare, ove possibile, a godere dell’assegno anche nell’anno 2020.
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