13 APRILE 2026
E' ormai più un mese che è iniziata la nuova annualità dell'Assegno Unico. Le famiglie, però, che lo stanno ricevendo nella sua misura "standard", cioè cogli importi minimi non rapportati all’indicatore ISEE, hanno tempo fino al 30 giugno per presentare la loro Dsu ISEE 2026 assicurandosi in questo modo le maggiori quote arretrate a partire da marzo, mese in cui - com'è consuetudine dal 2022 - parte l'annualità dell'assegno (
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Perché il 30 giugno? La ragione sta nel fatto che proprio entro quella data è ammessa la presentazione dell'ISEE che permetterebbe, se risultasse non superiore alla soglia di 46.582,71 euro, di ricevere gli arretrati dell’assegno calcolati a decorrere dalla mensilità di marzo in proporzione alla fascia economica nella quale si colloca il nucleo beneficiario, mentre in assenza di un ISEE valido 2026 il nucleo continuerebbe a ricevere la misura minima spettante. Se invece l’ISEE fosse presentato dopo il 30 giugno, e non fosse superiore alla suddetta soglia di 46mila e rotti euro, l’assegno verrebbe comunque erogato nella sua misura corretta (parametrata cioè al reddito della famiglia), ma solo a partire dal momento della presentazione dell'ISEE, quindi in altre parole non si avrebbe diritto alle maggiori quote arretrate del periodo marzo-giugno.
L’Assegno Unico, infatti, è una misura che spetta a prescindere dall’ISEE: la precondizione è che in una famiglia ci siano dei figli a carico fino a 21 anni, dopodiché dai 22 anni in poi l'assegno decade e partono le normali detrazioni sui carichi fiscali. Al tempo stesso, però, è una misura che non viene erogata in misura fissa, ma viene appunto "ponderata" (entro un certo valore ISEE) a seconda dal tenore economico del nucleo: di qui allora la necessità di verificare se l'ISEE 2026 supera o meno la soglia di 46.582,71 euro. Ragion per cui, in assenza di un ISEE valido 2026, non potendo l'INPS risalire alla fascia economica della famiglia (che magari potrebbe anche essere meritevole di una mensilità più sostanziosa), vengono comunque erogate le quote mensili nella loro misura minima.
Volendo ipotizzare un caso pratico: una famiglia con due bambini che ha fatto regolare domanda di Assegno Unico a marzo 2026, ma senza essere in possesso di un ISEE valido, e che sta beneficiando dell’assegno minimo pari a 58 euro al mese per ciascun figlio, se ad esempio entro il 30 giugno presentasse un ISEE che risultasse del valore di 24.000 euro, avrebbe diritto già da marzo per ciascun figlio a un importo mensile ben più alto, 170 euro (ciò che spetta se la fascia ISEE si attesta appunto sui 24.000 euro). Quindi nel complesso, considerando due figli, sarebbero 224 euro di assegno in più al mese (112 in più per singolo figlio a fronte dei 58 percepiti senza ISEE). Se invece la stessa famiglia presentasse l’ISEE 2026 dopo il 30 giugno, l’importo mensile di 170 euro a figlio scatterebbe solo dalla mensilità di presentazione dell'ISEE, perdendo perciò le quote maggiori relative a marzo-giugno.
Luca Napolitano