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A chi destinare 8, 5 e 2 per mille? La scelta entro il 30 novembre

 
27 NOVEMBRE 2020

Come per il Modello REDDITI 2020, anche sulla scelta ai fini dell’8, 5 e 2 per mille siamo vicini alla scadenza: 30 novembre (non più 31 ottobre). Entro questa data, infatti, i contribuenti non obbligati a fare la dichiarazione dei redditi 2020, anno d’imposta 2019, hanno comunque la possibilità di effettuare la scelta per destinare l’8, il 5 e/o il 2 per mille dell’Irpef a vantaggio di enti, associazioni, fondazioni che operano a scopi benefici/sociali/culturali/umanitari, o altrimenti a vantaggio dei partiti politici.

Normalmente tale scelta viene appunto effettuata in seno al modello dichiarativo, ma quando viceversa non sussiste l’obbligo della dichiarazione vi è comunque, volendo, l’opportunità di effettuarla in via autonoma compilando un’apposita scheda di assegnazione da presentare in busta chiusa.

Ma come, dove? Le opzioni sono tre:

  • rivolgersi allo sportello di un ufficio postale;
  • farsi aiutare da un intermediario abilitato come CAF ACLI che rilascerà, anche se non richiesta, una ricevuta attestante l’impegno a trasmettere la destinazione;
  • oppure procedere autonomamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.

Facciamo allora brevemente il punto. La destinazione di 8, 5, 2 per mille dell’Irpef significa “donare” queste quote d’imposta a diversi soggetti:


  • l’8 per mille dell’Irpef allo Stato oppure ad un’Istituzione religiosa;
  • il 5 per mille dell’Irpef a determinate finalità di interesse sociale;
  • il 2 per mille dell’Irpef a favore di un partito politico.

Per maggiori informazioni potete consultare la pagina apposita del nostro sito dove spieghiamo più nel dettaglio le regole dell’appuntamento e i soggetti specifici a cui sarebbero destinate le singole quote. In ogni caso non vuol dire affatto, come spesso si tende a equivocare, che si va a pagare un’imposta maggiore del dovuto (cioè l’imposta + il corrispettivo della quota per mille), ma soltanto che pagheremo la stessa identica imposta, di cui quella quota sarà appunto destinata all’ente che rientra nelle liste degli aventi diritto.


Quindi, per capirci, se la mia imposta è di 300 euro, pagherò comunque 300, con la differenza però di destinare, ove lo volessi, l’8, il 5, il 2 per mille di quei 300 euro ai soggetti che sceglierò io stesso. Scelta, oltretutto, che può essere anche alternativa, nel senso che il contribuente è libero di esprimere una scelta specifica per tutte e tre le quote, oppure solo per alcune (ad esempio scegliere di destinare solo l’8 per mille e non il 5 e il 2 per mille).

Scopri di più sulla destinazione dell'8, 5 e 2 per mille!
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