15 MAGGIO 2026
Dal 14 maggio semaforo verde sulla fase operativa del 730 precompilato 2026, che durerà fino alla scadenza del 30 settembre. Fase "operativa" vuol dire in buona sostanza che i modelli precompilati, a differenza della fase preliminare di sola consultazione
iniziata il 30 aprile, potranno essere confermati, quindi trasmessi tali e quali come sono stati messi a disposizione dei contribuenti dall'Agenzia delle Entrate, oppure modificati (e solo dopo trasmessi) laddove il contribuente vi riscontrasse delle discordanze rispetto ai redditi percepiti o alle spese effettivamente sostenute durante il 2025.
730 precompilato: da quando si può modificare
Il 730 precompilato che l’Agenzia predispone ogni anno, nasce infatti da una serie di informazioni "aggregate" da diverse banche dati per arrivare appunto al risultato del modello finale, quello che il contribuente si trova sotto mano nel suo cassetto fiscale, o che comunque può scaricare
tramite l'ausilio degli intermediari fiscali come CAF ACLI. In linea teorica dovrebbe trattarsi di un modello già completo in ogni sua parte. In realtà la procedura non è così automatica. Cosa accade, allora, se c’è qualche omissione o inesattezza? Il precompilato infatti non è intoccabile, è sempre suscettibile di modifiche o integrazioni laddove il dichiarante stesso riscontri delle lacune sui dati precompilati dall’Agenzia.
730 precompilato: come avviene la modifica
A meno, quindi, che il modello non presenti nessuna inesattezza od omissione (in tal caso sarà sufficiente la sola conferma e l’immediato invio), a partire dal 14 maggio possono essere effettuate - anche delegando i consulenti delle
sedi CAF ACLI - due tipologie di modifica: l’eventuale correzione di dati già presenti sul modello, oppure l’inserimento di dati non presenti, cioè non caricati a monte dall’Agenzia, ad esempio quando manca la CU di un reddito o la fattura di una certa spesa perché il datore di lavoro o l’esercente non le hanno tramesse all’Agenzia durante la fase di raccolta dati.
730 precompilato: con il CAF ACLI servono i documenti
In ogni caso, come accennavamo, si può sempre evitare il "fai da te" affidandosi alla consulenza di CAF ACLI, che in qualità di intermediario fiscale abilitato potrà visualizzare, previa autorizzazione del contribuente, il suo modello precompilato e agire eventualmente nei punti che necessitano di modifiche. Questo comporta, non solo sul piano pratico ma anche in senso legale, un alleggerimento delle responsabilità del contribuente, che invece, qualora scegliesse di agire autonomamente nell’iter dichiarativo, dovrebbe rispondere in prima persona davanti a eventuali verifiche. Resta fermo che scegliendo di appoggiarsi alla consulenza del CAF, bisognerà comunque produrre l'intera
documentazione alla base dei dati contenuti nel modello, fra redditi e oneri detraibili/deducibili, non essendo sufficiente il solo prospetto delle informazioni già contenute nel precompilato.