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730 precompilato: parte la fase 2 di modifiche e invii

 
15 MAGGIO 2020

Dal 14 maggio è partita la “fase 2” del 730 precompilato, ossia quella cruciale delle modifiche e degli invii che i contribuenti (e gli intermediari fiscali cui vorranno affidarsi) si porteranno dietro fino al 30 settembre, scadenza ultima per le trasmissioni dei modelli all’Agenzia delle Entrate (quest’anno prorogata rispetto alla data ordinaria del 23 luglio a causa della pandemia). Sul fronte del Modello REDDITI precompilato, invece, la fase delle modifiche e delle trasmissioni parte un poco più tardi, da martedì 19 maggio, con scadenza ultima al 30 novembre.

Come ha informato in una recente nota l’Agenzia, quest’anno “è aumentato il numero dei dati relativi agli oneri deducibili o detraibili già caricati. In particolare, debuttano le spese per: le prestazioni sanitarie di tecnici sanitari di laboratorio biomedico, tecnici audiometristi, tecnici audioprotesisti, tecnici ortopedici, dietisti, tecnici di neurofisiopatologia, tecnici di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare, igienisti dentali, fisioterapisti, logopedisti, podologi, ortottisti e assistenti di oftalmologia, terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, tecnici della riabilitazione psichiatrica, terapisti occupazionali, educatori professionali, tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, assistenti sanitari, biologi”.

Come sappiamo la dichiarazione precompilata è destinata sostanzialmente a lavoratori dipendenti e pensionati. Per l’esattezza rientrano fra i destinatari anche i lavoratori dipendenti e pensionati che abbiano svolto, eventualmente, attività di lavoro autonomo occasionale o abituale. Non ne sono invece destinatari i soli lavoratori autonomi titolari di partita Iva, i contribuenti che nel corso del 2018 non abbiano esercitato un’attività da lavoro dipendente/assimilato, le colf e le badanti (queste ultime, però, potranno comunque presentare il 730 senza sostituto, recuperando, ove possibile, il bonus Renzi da 80 euro).

Il meccanismo iniziale (la “fase 1”) con cui l’Agenzia delle Entrate predispone i modelli per poi metterli a disposizione dei contribuenti è ormai noto: i flussi telematici, sia dei redditi percepiti che delle spese detraibili/deducibili sostenute nell’anno d’imposta, vengono infatti trasmessi dai diversi esercenti coinvolti (aziende, banche, ospedali, studi medici, farmacie, società assicurative, università, ecc), affinché siano processati per la pre-compilazione.

La dichiarazione, quindi, che il contribuente si troverà sotto mano potrà essere confermata e inviata oppure, se incompleta o inesatta, “lavorata” ulteriormente. Tutto questo anche con l’aiuto di un intermediario fiscale come CAF ACLI, che dopo aver scaricato la dichiarazione – previa autorizzazione dell’interessato – la potrà confermare o appunto “lavorare” in base alla documentazione esibita dal contribuente (in caso di errore è previsto dalla legge che l’intermediario paghi il 30% della maggiore imposta riscontrata e non versata).

Le azioni di modifica sul 730 precompilato potranno quindi essere due: l’eventuale correzione di dati presenti sul modello, ma errati, e/o l’inserimento ex novo di dati non caricati dall’Agenzia. In ogni caso, affidarsi all’intermediario comporta pur sempre, in termini legali, un alleggerimento delle responsabilità del contribuente, che invece dovrebbe rispondere in prima persona davanti a eventuali verifiche qualora scegliesse di agire autonomamente nell’iter dichiarativo.

Se hai bisogno di aiuto, puoi fare il tuo 730 con CAF ACLI:
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