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730 precompilato: il dato “non utilizzato” è integrabile

 
24 MAGGIO 2024

Ok il precompilato, ok se tutti i dati vi appaiono già chiari e completi, belli e pronti per essere confermati, ma cosa vuol dire, invece, se un certo dato reca l’indicazione “non utilizzato”. Come sappiamo, dal 20 maggio i modelli precompilati 2024 messi a disposizione online dall’Agenzia delle Entrate, sono passati dalla fase di semplice “lettura” a quella operativa delle conferme o eventualmente delle modifiche. Sebbene precompilati, non è detto infatti che corrispondano a “vangelo”, e quindi l’opzione di modifica o integrazione di certi dati errati o mancanti è sempre a portata di mano. In quest’operazione, peraltro, l’assistenza degli intermediari come CAF ACLI tutela il contribuente dalla responsabilità dell’errore, che se invece fosse commesso individualmente – cioè col “fai da te” senza l’intervento dell’assistenza – peserebbe solo sul singolo contribuente in termini di sanazioni.

730 precompilato: controllo Agenzia sulle modifiche

La possibilità infatti di modificare i modelli nasconde talvolta delle zone d’ombra non sempre chiare agli occhi dei non addetti. Prendiamo ad esempio il caso di Roberta N. che ci scrive: “Buongiorno, la dichiarazione precompilata 2024, tra gli oneri portati in detrazione, riporta una voce di spesa (acquisto condizionatori), con questa dicitura: ‘dato non utilizzato’, eppure lo visualizzo. Per quale motivo? Cosa posso fare per usufruire della detrazione senza incorrere in sanzioni?” Il timore di imbattersi in qualche sanzione è comprensibile, ma a parte questo non c’è da avere paura: quel dato infatti che l’Agenzia riporta come “non utilizzato” si può tranquillamente usare, tuttavia bisogna essere consapevoli – e qui appunto l’intervento del CAF può essere d’aiuto – che inserendo quel dato nel modello, come qualunque altro importo indicato come “non utilizzato”, equivarrebbe a modificare la dichiarazione che sarebbe dunque soggetta a eventuali operazioni di controllo.

Modello 730 con l’aiuto del CAF

Perché diciamo che il CAF in questa circostanza è d’aiuto? Per il semplice fatto che effettuando la modifica al posto del contribuente, e apponendo sul modello il cosiddetto visto di conformità, è il CAF ad assumersi la responsabilità della dichiarazione (quindi il modello, agli occhi dell’agenzia, risulterà elaborato e trasmesso non da “Mario Rossi”, ma da CAF ACLI per conto di Mario Rossi). Ora, la dicitura “dato non utilizzato” vuol dire che l’Agenzia, pur avendolo a disposizione (nel caso di Roberta N. si tratta dell’acquisto di un condizionatore, ma potrebbe benissimo riguardare qualunque altra tipologia di spesa), non l’ha integrato nel modello, lasciandolo solo visualizzare alla contribuente. La ragione sta nel fatto che quel dato, presentandosi come non sicuro, non ha avuto peso nell’elaborazione vera e propria del precompilato sul piano fiscale, cioè non ha inciso sul calcolo delle imposte e delle relative detrazioni.

L’Agenzia, però, avendolo comunque a disposizione, lo ha indicato “a latere”. Quindi per far sì che incida andrà integrato nel modello, con la conseguente modifica sull’imposta dovuta. Starà allora al contribuente, magari consigliato dal CAF, decidere cosa fare. In questo caso l’unica vera bussola di giudizio è la documentazione che si ha sottomano, perché se fosse andata persa, la cosa più logica sarebbe ovviamente ignorare il dato. Viceversa, integrarlo senza avere la pezza d’appoggio della documentazione che dimostri quella spesa comporterebbe un rischio. Se invece il contribuente, in previsione del 730, avesse conservato tutto – scontrini fatture ecc – per dimostrare le spese effettuate, l’integrazione del dato, o dei dati non utilizzati, non avrebbe alcuna controindicazione.

Luca Napolitano
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