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730 con vecchio sostituto: la trasmissione è valida

 
15 LUGLIO 2019

Se dopo la presentazione del Modello 730 (che scade il 23 luglio!), il rapporto di lavoro è cessato a causa del licenziamento o delle dimissioni del dichiarante, la dichiarazione è da considerarsi comunque valida nonostante riporti i dati del vecchio sostituto. È questo un caso tipico fra quanti, dopo aver trasmesso il 730 (da soli o con l’aiuto di un intermediario fiscale), si trovano ad affrontare un cambiamento della loro situazione lavorativa. A questo punto il dubbio viene da sé: come avverrà il conguaglio?

Domanda lecita, visto che il 730, di norma, permette di imboccare la corsia preferenziale del versamento o del rimborso (a seconda dell’esito, se a debito o a credito) direttamente in busta paga, senza che il contribuente faccia nulla, se non attendere il mese di luglio o agosto (dipende da quando è stato trasmesso il modello) nel quale il datore di lavoro gli tratterrà/rimborserà il debito/credito sullo stipendio. Ma se il rapporto di lavoro nel frattempo si è interrotto?

A rispondere è stata nel 2013 la Circolare 14/E dell’Agenzia delle Entrate secondo la quale “in caso di conguaglio a credito, il sostituto d’imposta è tenuto ad operare anche i rimborsi spettanti ai dipendenti cessati (…) o privi di retribuzione, mediante una corrispondente riduzione delle ritenute relative ai compensi corrisposti agli altri dipendenti con le modalità e nei tempi ordinariamente previsti”.

Se dunque, in un momento successivo alla consegna del 730, il contribuente cessa il proprio rapporto di lavoro, per un licenziamento o per dimissioni, a prescindere da quale sia la sua condizione nell’immediato (potrebbe infatti essere occupato in una nuova azienda o rimanere disoccupato), è comunque alla vecchia azienda, cioè all’ex sostituto d’imposta, che spetterà l’onere dei rimborsi fiscali, e tali rimborsi avverranno con la conseguente riduzione delle ritenute sui compensi degli altri dipendenti.

Qualora però il vecchio sostituto, previo diniego documentato, non dovesse operare il conguaglio a credito, a quel punto il contribuente, seppur con tempi più rallentati, avrebbe comunque dalla sua la possibilità di recuperare il credito maturato e non goduto attraverso la dichiarazione dei redditi dell’anno successivo.

Viceversa in caso di debito, il sostituto d’imposta, non avendo la possibilità materiale di effettuare il conguaglio (non c’è infatti la busta paga da cui trattenere l’importo), “comunica tempestivamente agli interessati gli importi risultanti dalla dichiarazione, che gli stessi devono versare direttamente (tramite F24, ndr). In alternativa, i contribuenti che si trovano nella posizione di momentanea assenza di retribuzione possono scegliere di richiedere la trattenuta della somma a debito, con l’applicazione dell’interesse dello 0,40 per cento mensile, se il sostituto deve loro erogare emolumenti entro l’anno d’imposta”.

Luca Napolitano
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