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Trattamento fiscale del TFR

 
Ai sensi dell’art. 2120 del Codice Civile, il lavoratore che cessa il rapporto di lavoro subordinato ha diritto al Trattamento di fine rapporto (TFR) commisurato alla durata del rapporto di lavoro. A partire dal periodo d’imposta 1993 il Trattamento di fine rapporto non deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi. Il TFR è infatti un reddito assoggettato a tassazione separata (art. 17 T.u.i.r) ciò significa che la base imponibile è determinata autonomamente e separatamente rispetto al reddito complessivo che siamo abituati a considerare nella dichiarazione dei redditi. Il datore di lavoro, al momento dell’erogazione del trattamento, applica una tassazione a titolo d’acconto, applicando un'aliquota media calcolata sugli scaglioni Irpef vigenti alla data di cessazione del rapporto di lavoro. Gli uffici finanziari, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo alla  presentazione della dichiarazione del datore di lavoro (Mod. 770), devono provvedere a riliquidare l’imposta applicata al TFR sulla base dell’aliquota media effettivamente assolta dal lavoratore sul complesso dei suoi redditi, relativa ai 5 anni precedenti a quello in cui è sorto il diritto a percepire il trattamento di fine rapporto. Questo trattemento fiscale non si applica al TFR erogato al lavoratore domestico.
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