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Successioni, tempi più lunghi per le rettifiche

 
Niente panico se la dichiarazione di successione è stata compilata erroneamente, perché i tempi di rettifica si sono allungati. La novità non è di ieri l’altro, visto che l’Agenzia delle Entrate l’aveva già esaminata nella Risoluzione n. 8/E del 13 gennaio 2012, ma tanto vale rinfrescarsi la memoria. In sostanza il margine di correzione della dichiarazione (qualunque sia la modifica da apporre) è stato portato a due anni a partire dal versamento dell’imposta principale. Prima invece era prevista la coincidenza dei tempi rettifica con quelli di consegna della dichiarazione stessa, quindi entro un anno dall’apertura della successione.

Ma procediamo con ordine. Anzitutto cos’è una dichiarazione di successione? È in pratica un adempimento di natura fiscale, recentemente semplificato, che serve a denunziare all’Agenzia delle Entrate il trasferimento di un certo patrimonio da un soggetto defunto ad altri soggetti (eredi e legatari), e che va presentata entro 12 mesi dalla morte del defunto. Sulla dichiarazione vanno ovviamente segnalati i beni mobili e immobili che vengono ereditati, sulla cui “successione”, a seconda del valore complessivo, i superstiti saranno tenuti a pagare una certa imposta. L’importo da pagare viene comunicato dall’amministrazione sulla base della dichiarazione consegnata.

Ciò premesso, fino alla risoluzione del 13 gennaio 2012 si è ritenuto che la dichiarazione potesse essere modificata, tramite la presentazione di un modello sostitutivo, non oltre l’anno previsto per la consegna della dichiarazione stessa. Supponendo, ad esempio, il decesso di Tizio alla data del 1° gennaio 2011, agli eredi sarebbero stati concessi, con l’applicazione dei vecchi criteri, 12 mesi di tempo per consegnare la dichiarazione ed eventualmente rettificarla, con decadenza del termine al 1° gennaio 2012. Ipotizzando quindi una consegna effettuata il 1° aprile 2011, gli stessi eredi avrebbero avuto a disposizione altri 9 mesi per sincerarsi dell’esattezza di quanto dichiarato, ed eventualmente per presentare una nuova dichiarazione di rettifica. È quindi ovvio che nel caso in cui la dichiarazione fosse stata presentata l’ultimo giorno disponibile, non ci sarebbe stato più tempo per rettificarla, a meno che le anomalie da correggere non fossero dovute a errori materiali o di calcolo, errori, cioè, “riconoscibili, contestabili, e oggettivamente desumibili in modo evidente dallo stesso contesto della dichiarazione”, si legge nell’articolo 31 del Tus (Testo unico sulle successioni). Solo in quest’ultimo caso, infatti, la rettifica avrebbe potuto oltrepassare la soglia massima del tempo consentito.

Questo è come le cose funzionavano alla vecchia maniera. Ma la Risoluzione 8/E delle Entrate, sulla scia di numerose interpretazioni della Corte di Cassazione, che premevano invece per “l’emendabilità e ritrattabilità” della dichiarazione anche al di là dei termini di consegna, ha cambiato le carte in tavola. La Corte di Cassazione, infatti, ha da sempre sostenuto il principio in base al quale la dichiarazione di successione costituisce un momento della procedura d’accertamento che “si conclude con l’emissione, da parte dell’ufficio, dell’atto impositivo sulla base dei dati emergenti dalla dichiarazione”. Si sta ribadendo, in parole povere, che l’imposta di successione viene stabilita dalle Entrate in funzione dei beni dichiarati.

Di conseguenza, hanno chiarito le Entrate, “deve ritenersi che i contribuenti possano procedere alla rettifica degli errori contenuti nella dichiarazione” anche al di là dei tempi ordinari di consegna. In ogni modo l’amministrazione stabilisce un limite. Gli errori, infatti, di qualunque tipo essi siano (non solo materiali o di calcolo), potranno essere rettificati entro lo stesso termine concesso alle Entrate per la notifica dei medesimi errori, cioè entro due anni dal pagamento dell’imposta, o comunque prima che l’Agenzia stessa spedisca al dichiarante l’avviso di rettifica. In poche parole, una volta consegnata la dichiarazione e pagata l’imposta, se ci sono degli errori sarà bene individuarli prima ancora che lo faccia l’amministrazione nei due anni prestabiliti.
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