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Spese per gli addetti all’assistenza personale

 
La detrazione sulle spese per gli addetti all’assistenza personale, anche se sostenute per i familiari non fiscalmente a carico, spetta:

  • nei casi di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana;
  • se il reddito complessivo non supera euro 40.000 (nel predetto limite va conteggiato anche il reddito delle locazioni soggette a cedolare secca);
  • se il pagamento è avvenuto mediante sistemi tracciabili.

  

Detrazione spese assistenza per i non autosufficienti: chi può chiederla

Sono considerati non autosufficienti nel compimento degli atti della vita quotidiana i soggetti che necessitano di sorveglianza continuativa o che non sono in grado di svolgere almeno una delle seguenti attività:

  • assunzione di alimenti;
  • espletamento delle funzioni fisiologiche e dell’igiene personale;
  • deambulazione;
  • indossare gli indumenti.
 
Inoltre lo stato di non autosufficienza deve derivare da una patologia e deve risultare da certificazione medica.

Per godere della detrazione è necessario aver sostenuto la spesa, ma non è fondamentale essere titolari del contratto di lavoro stipulato con l’addetto all’assistenza; cioè in altre parole non serve risultare formalmente sul contratto come la persona che ha assunto l’addetto all’assistenza (se ad esempio come datore di lavoro figura l’assistito, ma poi di fatto le spese sono sostenute dal coniuge, il coniuge può comunque detrarre la spesa).

Spese assistenza: quali rientrano nella detrazione

Nel raggio della detrazione rientrano anche le prestazioni di assistenza rese da:

  • case di cura o di riposo;
  • cooperative di servizi;
  • agenzie interinali.
 
Non sono invece detraibili:

  • le spese sostenute per i lavoratori domestici (ad esempio colf) che hanno un inquadramento contrattuale diverso dagli addetti all’assistenza personale;
  • i contributi previdenziali versati all’addetto che sono invece deducibili dal reddito.

 

Detrazione spese assistenza: come si applica

La detrazione è calcolata su un ammontare massimo di spese pari a 2.100 euro. Se la spesa è stata sostenuta da più soggetti per lo stesso familiare, il suddetto limite deve essere ripartito tra coloro che hanno sostenuto la spesa. Inoltre il limite resta sempre 2.100 euro anche se sono state effettuate spese di assistenza per diversi soggetti; quindi in pratica è una soglia che vale in ogni caso, a prescindere da quante sono le persone che hanno sostenuto la spesa, se quest’ultima si riferisce allo stesso familiare (ad esempio due fratelli che sostengono spese di assistenza per un genitore non autosufficiente), oppure da quanti sono i parenti assistiti se le spesa proviene da un solo familiare (ad esempio un figlio che sostiene da solo le spese per entrambi i genitori non autosufficienti).

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