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Nuovo Isee: il nucleo si allarga con la "componente aggiuntiva"

 
Nella seconda puntata del nostro approfondimento sulla nuova Dsu dell’Isee 2015 abbiamo affrontato la compilazione della cosiddetta Dsu Mini illustrando il Modulo MB.1 e il Foglio componente FC.1, vale a dire le parti cui bisogna fare riferimento per presentare appunto una Dsu Mini. A questo punto occorre spostare l’attenzione sulle Dsu specifiche, quelle, cioè, che vanno al di là della modulistica standard e che vanno consegnate in determinati casi particolari, vale a dire:

1. in presenza di persone con disabilità e/o non autosufficienti, con regole particolari nel caso di richiesta di prestazioni socio-sanitarie e residenziali
2. per richiedere prestazioni finalizzate al diritto dello studio universitario;
3. per richiedere prestazioni rivolte ai figli minorenni (e universitari) in caso di genitori non coniugati e non conviventi tra loro;
4. in caso di esonero, per uno o più componenti del nucleo familiare, dalla presentazione della dichiarazione dei redditi o di sospensione degli adempimenti tributari a causa di eventi eccezionali.

Cominciano allora dalle prestazioni per il diritto allo studio universitario e da quelle rivolte agli universitari o ai minorenni che hanno genitori non coniugati e non conviventi tra loro. In questo caso, oltre al modulo MB.1 per i dati del nucleo familiare complessivo, bisognerà compilare il modulo MB.2, suddiviso in due quadri: C e D, il primo dedicato alle prestazioni per il diritto allo studio, il secondo a quelle per gli universitari o i figli minorenni con genitori non coniugati e non conviventi. Ciò comporta che in presenza di uno studente universitario nel cui nucleo sia presente un solo genitore, mentre l’altro risulti non coniugato e non convivente, oppure con genitori non coniugati né conviventi, ed entrambi assenti dal nucleo, andranno compilati allo stesso tempo sia il Quadro C che il Quadro D. Viceversa andrà compilato esclusivamente il quadro D in caso di prestazioni rivolte a minorenni che hanno genitori non coniugati né conviventi. In particolare, quegli studenti universitari che dovessero formare un nucleo familiare a se stante, quindi senza genitori o senza altri parenti, dovrebbero compilare una specifica sezione del Quadro C al fine di certificare la loro autonomia rispetto al nucleo familiare di origine. Lo studente è infatti considerato autonomo quando:

1. è residente fuori dall’unità abitativa della famiglia di origine da almeno due anni rispetto alla data di presentazione della domanda di iscrizione per la prima volta a ciascun corso di studi, in alloggio non di proprietà di un suo membro;
2. presenta una adeguata capacità di reddito (per valutare l’adeguata capacità di reddito, si deve fare riferimento alle disposizioni dell’università che disciplinano la richiesta della prestazione; ad oggi la soglia è fissata a 6.500 euro, come previsto dall’articolo 5 del Dpcm 9 aprile 2001).

Ovviamente, per completare la dichiarazione, si dovrà procedere con la compilazione dei moduli FC sui singoli componenti del nucleo familiare al fine di specificarne redditi e patrimoni. L’FC.1 lo abbiamo già illustrato nella disamina sulla Dsu Mini. I restanti moduli invece, FC.2, FC.3 ed FC.4, devono essere utilizzati, se necessari, in qualunque altro tipo di dichiarazione che non sia una Dsu Mini. L’FC2, ad esempio, serve a comunicare la presenza di soggetti che presentano disabilità e non autosufficienza. L’FC.3 è invece un modulo integrativo che va compilato ogniqualvolta un componente del nucleo abbia goduto dell’esenzione dalla consegna della dichiarazione dei redditi. In questo modulo, quindi, andranno indicati tutti i redditi fiscalmente imponibili che normalmente finiscono nel 730 o nell’Unico. In ultimo abbiamo il modulo FC.4, col quale entra in gioco un’altra delle novità di maggior rilievo della Dsu riformata: quella della componente aggiuntiva, che oltre ad applicarsi sulla richiesta di prestazioni rivolte a studenti universitari e a minorenni con genitori non coniugati e non conviventi, viene anche applicata alle prestazioni socio-sanitarie residenziali a ciclo continuativo. Tale componente, abbiamo già accennato, è rappresentata da un soggetto esterno che tuttavia viene integrato nel calcolo dell’Isee, e quando la si utilizza per la Dsu di universitari e minorenni, coincide in pratica col genitore non coniugato che vive separato dall’altro genitore. Il modulo FC.4 sarà dunque utilizzato per fornire informazioni circa l’abitazione e il vero nucleo familiare di cui fa parte la componente aggiuntiva.

La casistica successiva ci porta alle prestazioni socio-sanitarie residenziali a ciclo continuativo (ad esempio il ricovero presso residenze socio-assistenziali e residenze protette). Il modulo specifico per questo tipo di richiesta è l’MB.3, in aggiunta all’MB.1 che però, volendo, può essere tralasciato in favore del modulo MB.1rid. Con la nuova Dsu, infatti, c’è la possibilità di optare, ove possibile, per un nucleo familiare più esiguo rispetto a quello reale, compilando quindi il modulo MB.1rid anziché l’MB.1 ordinario, che presuppone appunto l’indicazione del nucleo familiare al completo. Tale possibilità, oltre che per la richiesta di prestazioni socio-sanitarie residenziali a ciclo continuativo, è prevista limitatamente ai casi di:

1. prestazioni socio-sanitarie rivolte a soggetti disabili e/o non autosufficienti;
2. prestazioni connesse ai dottorati di ricerca.

Nel concreto, quindi, il nucleo familiare ridotto è composto dal solo beneficiario, che può essere un qualunque componente maggiorenne del nucleo stesso e, se esistenti, dal coniuge e dai figli minorenni e maggiorenni (questi ultimi solo se a carico ai fini Irpef e se non coniugati e/o senza figli). Anche in questo caso, però, la componente aggiuntiva può essere chiamata in causa (Modulo FC.4). Per le prestazioni socio-sanitarie residenziali a ciclo continuativo coincide con i figli non inclusi nel nucleo del beneficiario, a meno che per tali figli, o per un componente del loro nucleo familiare reale, sia stata accertata la condizione di disabilità media, grave o di non autosufficienza, o che sia stata accertata dalle amministrazioni competenti l’estraneità di tali figli in termini di rapporti affettivi ed economici rispetto al beneficiario della prestazione. Riassumendo, allora, in caso di prestazioni socio-sanitarie residenziali, oltre all’obbligo di compilazione del modulo MB.3, il dichiarante dovrà optare per un modulo fra l’MB.1 e l’MB.1rid, ed infine provvedere alla compilazione dei fogli FC necessari.

Restano da affrontare le prestazioni socio-sanitarie rivolte a soggetti disabili e/o non autosufficienti. Queste ai fini dell’Isee sono identificate come le “prestazioni sociali agevolate nell’ambito di percorsi assistenziali integrati di natura sociosanitaria rivolte a persone con disabilità e limitazioni dell’autonomia, ovvero interventi:

1. di sostegno e di aiuto domestico familiare finalizzati a favorire l'autonomia e la permanenza nel proprio domicilio;
2. di ospitalità alberghiera presso strutture residenziali e semiresidenziali, incluse le prestazioni strumentali ed accessorie alla loro fruizione, rivolte a persone non assistibili a domicilio;
3. atti a favorire l'inserimento sociale”.

Tali prestazioni rappresentano una sorta di macro-area nella quale possono rientrare anche quelle socio-sanitarie residenziali a ciclo continuativo. A differenza però di queste ultime, le semplici prestazioni a soggetti disabili e/o non autosufficienti non prevedono il subentro della componente aggiuntiva (modulo FC.4), ma ammettono comunque la possibilità di optare per la dichiarazione di un nucleo familiare ridotto (modulo MB.1rid anziché MB.1 ordinario). Infine, tra i fogli FC, andranno certamente compilati l’FC.2, vale a dire quello inerente ai soggetti disabili, e l’FC.1, riferito ai dati reddituali e patrimoniali di ognuno. Eventualmente dovrà essere compilato anche l’FC.3 da parte dei membri sollevati dall’obbligo della dichiarazione dei redditi.

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