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Detraibilità delle assicurazioni sulla vita

 

Di norma quando si parla di assicurazioni sulla vita e sugli infortuni si tende a distinguere:

  • quelle stipulate o rinnovate entro il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2000;
  • e quelle invece con decorrenza dal 1° gennaio 2001.

Nello specifico, in riferimento ai contratti stipulati o rinnovati sino al 31 dicembre 2000, è prevista la detraibilità dei premi per le assicurazioni sulla vita, e contro gli infortuni, anche se questi risultano versati all’estero o a compagnie estere. Relativamente ai soli premi di assicurazione sulla vita, il beneficio è ammesso a condizione che il contratto abbia durata non inferiore a cinque anni e non consenta la concessione di prestiti nel periodo di durata minima. Qualora poi l’assicurazione fosse riscattata anticipatamente sulla scadenza del periodo minimo di cinque anni, l’ammontare dei premi per i quali si è usufruito della detrazione d’imposta costituirebbe un reddito da assoggettare a tassazione separata.

Quanto invece ai contratti stipulati o rinnovati a partire dal 1° gennaio 2001, sono detraibili i premi per le assicurazioni aventi come oggetto il rischio di morte, di invalidità permanente superiore al 5% (da qualunque causa derivante) e di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana (vale a dire: alimentazione, deambulazione, cura dell’igiene personale, espletamento delle funzioni fisiologiche, indossare gli indumenti). Solo in quest’ultimo caso la detrazione spetta a condizione che l’impresa di assicurazione non abbia facoltà di recedere dal contratto.

Nel dettaglio, poi, i contratti sul rischio di morte presentano a loro volta una distinzione: alcuni infatti potrebbero avere per oggetto il rischio di morte cosiddetto “misto”, altri invece il rischio di morte “a vita intera”. La tipologia “mista” prevede l’erogazione della prestazione sia in caso di morte effettiva, sia in caso di permanenza in vita dell’assicurato alla scadenza del contratto, oppure in caso di recesso anticipato del contratto stesso. Viceversa nel secondo caso (tipologia “a vita intera”) l’erogazione avviene esclusivamente in caso di morte. Sono inoltre detraibili, se stipulate o rinnovate entro il 31/12/2000, anche le assicurazioni infortuni relative al conducente auto, stipulate normalmente in aggiunta all’ordinaria polizza R.C. auto.

Ora, in virtù di quanto stabilito dall’articolo 12 del decreto 102/2013 (Decreto Imu) il tetto massimo di detraibilità applicato sui premi versati per le assicurazioni aventi come oggetto il rischio di morte o di invalidità permanente (articolo 15, lettera “f”, del Tuir) è stato abbassato, per tutto il 2013, dagli ordinari 1.291,14 euro a 630 euro (con effetto, quindi, nelle dichiarazioni 2014) e da 630 euro a 230 euro a partire dal 2014 (quindi con effetto a partire dalle dichiarazioni del 2015).

Nei contratti di assicurazione in genere si fa riferimento a tre soggetti: il contraente, l’assicurato ed il beneficiario. Il contraente è colui che stipula la polizza e ne paga i premi, l’assicurato è il soggetto la cui vita è assicurata, mentre il beneficiario è il soggetto al quale è dovuta la prestazione al verificarsi dell’evento assicurato. Ai fini della detraibilità dei premi i soggetti cui fare riferimento sono il contraente e l’assicurato. In genere per usufruire della detrazione è necessario che ci sia coincidenza tra contraente e assicurato, ma il diritto alla detrazione spetta:

  • anche se l’assicurato è uno dei familiari di cui all’art. 433 del Codice Civile, fiscalmente a carico del contraente (ad esempio polizza assicurazione vita per il figlio minorenne stipulata dal padre). In questo caso infatti il contraente versa i premi nell’interesse di un suo familiare a carico;
  • anche nel caso in cui il familiare a carico del contribuente risulti sia come contraente del contratto sia come assicurato posto che, anche in tal caso, l’onere economico è sopportato dal contribuente.

Ai fini del beneficio, il contribuente deve conservare la seguente documentazione:

  • le quietanze di pagamento dei premi;
  • il contratto di assicurazione o la certificazione della compagnia assicuratrice dalla quale si evinca il nome del contraente e quello dell’assicurato, la tipologia del contratto, la sua decorrenza e gli importi fiscalmente rilevanti e, per quelli sottoscritti o rinnovati entro il 31/12/2000, l’indicazione che il contratto abbia una durata non inferiore ai cinque anni e che, nel periodo di durata minima, non consenta la concessione di prestiti.
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